Il 19 novembre 2025 siamo tornati ad Amatrice, dal 2016 abbiamo saltato solo l’anno del covid, per ovvi motivi.
E da allora poco è cambiato: il centro storico è ancora zona rossa, inagibile al passaggio ed al passeggio (anche perchè tutto è ancora distrutto), solo le frazioni intorno stanno ricostruendo ad un ritmo un po’ più serrato.
L’ospedale non è ancora agibile, lo sarà, forse, si spera, a fine 2026, nel frattempo, al bisogno, si devono percorrere almeno 60 km per raggiungere quello più vicino.
Gli ambulatori asl per i servizi del cittadino sono sparsi nei prefabbricati della città. Idem per il Comune, distrutto dal terremoto (si trovava nel centro storico).
Noi siamo andati a portare la nostra energia e i nostri soldini, come dice la nostra Susy, alla quale vanno i ringraziamenti per l’organizzazione, l’impegno e l’empatia che ha dimostrato in questi anni.
Prima a Valentina, una allevatrice e produttrice che è costretta a lavorare in casa propria con un laboratorio di fortuna, creato con moduli prefabbricati, a seguito della distruzione.
Poi al Casale Nibbi, una azienda agricola che lavora prodotti a km zero.
È seguita la visita in Comune dal Sindaco Giorgio e dal vice Roberto, i quali ci hanno accolto con rassegnazione e determinazione, allo stesso tempo. Ci hanno raccontato come è la situazione, quella che abbiamo descritto all’inizio del racconto. Con la speranza, nei loro occhi e nelle loro parole, che qualcosa cambi e si velocizzi.
Infine pranzo dalla mitica Alberta, una donna, anche lei, rassegnata dall’abitare e lavorare dove non aveva scelto di farlo all’inizio del suo percorso. Ma costretta dal terremoto a vivere in una casina ricostruita dal Comune e uno spazio, sempre del Comune, adibito a ristorante.
Una donna col sorriso, però, con la gioia di lavorare, di passare le giornate a fare da mangiare, con la contentezza di stare intorno alla gente.
Un grazie a tutti loro, che nonostante tutto dimostrano tenacia e affetto, ci vediamo l’anno prossimo! 

Un grande grazie anche ai 32 partecipanti, vogliosi di dare una mano a chi se la passa molto peggio di noi.
Grazie a Fabio Berna 18, sempre in prima linea per aiutare gli amici amatriciani, a Susy Bologna 29 che segue questo progetto da anni con amore.
Grazie a sms, ieri schierata col cda al completo, che ci aiuta e sostiene nelle spese di gestione/organizzazione dell’evento.
Grazie alle due cooperative, Cotafi e Socota, che tutti gli anni mettono a disposizione i furgoni per facilitare il trasporto di tutti i partecipanti all’evento!
Amatrice, ci vediamo nel 2026!

